RIDUZIONE MICROPLASTICHE IN MARE: -91 TONNELLATE NEGLI ALLEVAMENTI DI GORO, SCARDOVARI, MESSINA

Pergolato, Long Line e Long Line off shore: sono le tre tipologie di allevamento mitili nei cui ambiti è stata sperimentata la bio-rete della Rom Plastica, scelta dai tecnici del Cueim (Consorzio universitario economia industriale e manageriale) per le sue caratteristiche di sostenibilità ambientale.  

I risultati dei test

Le sperimentazioni effettuate dai tecnici del Consorzio universitario in collaborazione con gli imprenditori ittici di Messina (Consorzio molluschicoltori dei laghi di Messina), Goro (Kimba) e Scardovari (Cooperativa Delta padano) hanno avuto un preciso obiettivo: valutare la sostituibilità delle reste in plastica tradizionale con il nuovo materiale denominato Mater-BI (brevetto Novamont, https://www.novamont.com/mater-bi), coinvolgendo gli operatori nei test e studiando con loro l’efficacia e gli eventuali elementi di criticità delle retine in biopolimero una volta immerse in acqua. Nei diversi mesi di test, alcuni dei quali ancora in corso di svolgimento, i mitilicoltori dei tre siti prescelti per il progetto SPLAS hanno ottenuto non solo dei positivi riscontri sull’efficacia delle reste in Mater-BI loro fornite e commercializzate da Rom Plastica, ma hanno anche ottenuto dei benefici ambientali per i loro specchi acquei: il Cueim, nella sua raccolta e analisi dei dati frutto delle sperimentazioni, ha valutato che suono state oltre 91 le tonnellate di plastica non introdotte in mare grazie all’impiego delle retine in plastica biodegradabile e compostabile.

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